Cosa mangiare in Sicilia — Parte 2: dall'aperitivo al dolce

Il tour gastronomico continua: vini dell'Etna, pasta alla Norma, pesce spada e cannoli

Indice

Se avete seguito il nostro percorso dalla mattina sapete già che in Sicilia il cibo è protagonista. E il pomeriggio e la sera non fanno eccezione.

L'aperitivo: vini dell'Etna e taglieri siciliani

Siamo in Sicilia, è l'ora dell'aperitivo e sarebbe un vero peccato non approfittarne per scoprire i vini che nascono alle pendici dell'Etna.

Dal bianco al rosso alle bollicine, la scelta è davvero per ogni gusto — e ogni bicchiere racconta qualcosa di questa terra vulcanica.

Se siete amanti del rosso, abbinate un Nerello Mascalese a un tagliere di salumi e formaggi siciliani: ricotta fresca, ricotta infornata, caciocavallo, provola ragusana, scamorza. E se volete completare il tutto, aggiungete le panelle — non ve ne pentirete.

Se invece preferite il bianco o le bollicine, orientatevi su un Grillo, uno Zibibbo, o le bollicine della Terrazza dell'Etna — le mie preferite, ve lo dico senza mezzi termini, in questo caso l'abbinamento perfetto è un tagliere di olive e pesce locale.

Se vi trovate a Marzamemi, sedetevi in piazza da Liccamuciula e lasciatevi conquistare dal tagliere di pesce servito con vista sul borgo.

E prima di andare, fate un salto da Campisi — uno dei nomi più noti per la conserva di tonno rosso di Sicilia.

Tip: a Marzamemi l'aperitivo in piazza è quasi un rito sociale — arrivate prima del tramonto per godervi anche la luce sull'antico baglio.

A cena: cosa ordinare assolutamente

Siamo al ristorante il menù è davanti a voi e la scelta non è semplice — ma su alcune cose non si può sbagliare.

Iniziate con la pasta alla Norma. Ma prima di ordinarla, lasciatemi raccontare una cosa: in Sicilia la tradizione non è una parola sul menù  è qualcosa che senti nell'aria.

Io me lo ricordo bene: da bambina mi svegliavo la mattina e già dall'odore capivo cosa ci sarebbe stato a tavola. Mia nonna preparava la passata di pomodoro ogni giorno, senza eccezioni. Il profumo della passata e delle melanzane che friggevano riempiva tutta la casa — e c'era sempre una fetta di pane già pronta sul tavolo, per assaggiare in anteprima.

 Ecco cosa troverete nel piatto: pomodoro, melanzane fritte e ricotta salata. Tre ingredienti, una tradizione intera. 

Per il secondo, il protagonista indiscusso è il pesce spada. A involtino, in umido o semplicemente alla piastra — in qualsiasi versione delizierà le vostre papille gustative. Se volete concedervi uno sfizio in più, ordinate anche le sarde a beccafico: un classico siciliano che funziona benissimo anche come antipasto.

Il dolce: esci dal ristorante

Il mio consiglio? Per il dolce alzatevi dal tavolo e andate in pasticceria. Se l'orario lo permette, è la scelta giusta.

Domina in assoluto il cannolo siciliano — ma fate come faccio io: scegliete un cannolicchio, la versione piccola, così da lasciare spazio a una cassatina.

A Catania vi consigliamo la Pasticceria Savia e Dolci di Nonna Vincenza — ma non abbiate paura di entrare in qualsiasi pasticceria troviate lungo la strada. In Sicilia è difficile sbagliare.

Un ultimo consiglio !!!!

Prima di andarvene, c'è una cosa che dovete assolutamente fare a Catania. Non è un piatto, non è un dolce — è una bevanda che alla prima descrizione vi sembrerà quasi banale: il seltz limone e sale. Sì, avete letto bene. Acqua gassata, limone fresco e sale. Benvenuti a Catania.

La troverete nei chioschi in stile Liberty sparsi per tutta la città — li riconoscete da lontano dalla piramide di limoni gialli impilati in un angolo del bancone e i catanesi la bevono da oltre un secolo come se fosse la cosa più normale del mondo. Perché per loro lo è.

Il chiosco non è solo un posto dove dissetarsi: è una filosofia di vita, un punto di ritrovo in qualsiasi momento della giornata, estate o inverno. 

Ordinate un sess — come lo chiamano loro — sedetevi, e guardate la città che vi scorre intorno. Poi fatemi sapere

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