Etna: due giorni sul vulcano più grande d'Europa
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Sarò diretta: l'Etna non è una di quelle cose che si fanno "tanto per".
È il vulcano attivo più grande d' Europa che supera i 3.000 metri di quota ed è Patrimonio UNESCO dal 2013 . Se visitate la Sicilia orientale non potete assolutamente perderla.
Ma, e questo è il punto ci sono modi e modi di viverla.
Come ogni esperienza che vi raccontiamo, tenete bene a mente che noi l'abbiamo fatta a modo nostro.
E il nostro modo, questa volta, prevedeva zaino in spalla, scarponcini ai piedi e una notte dentro il Parco dell'Etna.
Escursione di un giorno o di più giorni?
Puoi decidere di fare l'Etna anche come escursione giornaliera, partendo la mattina e tornando la sera. Funziona, ed è quello che fa la maggior parte dei turisti.
Ma se vuoi viverla davvero — arrivare ai crateri sommitali, attraversare paesaggi lunari che sembrano un altro pianeta, camminare tra foreste di faggi e colate laviche storiche — prenota almeno due giorni. E soprattutto, concediti l'emozione di dormire in un bivacco all'interno del parco.
È un'altra cosa. Ve lo assicuro.
Prima di tutto: una guida locale
La prima cosa da fare, prima ancora di pensare al vestiario o alla logistica, è contattare una guida alpina esperta del territorio.
L'Etna non è una passeggiata e non è un posto per improvvisare. Sopra i 2.800 metri l'accesso è consentito solo con guide alpine autorizzate.
Ma al di là dell'obbligo, una guida conosce i percorsi, le condizioni meteo, i pericoli e — cosa non da poco — sanno portarti nei posti che da soli non troveresti mai.
Noi ci siamo organizzati con AITNE MED e non potevamo fare scelta migliore.
Giorno 1 — Etna Nord: da Piano Provenzana alla frattura del 1947
La nostra escursione è partita da Piano Provenzana, sul versante nord, dove abbiamo parcheggiato la macchina e iniziato la scalata.
Circa 20 km a piedi su terreno vulcanico — zone rocciose, sabbiose, a tratti dure — fino alla frattura del 1947. Il paesaggio cambia continuamente: si passa dalla faggeta, silenziosa e quasi surreale a quella quota, alle colate laviche storiche che hanno segnato il versante nord nel corso del Novecento.
Lungo il percorso abbiamo attraversato la Grotta di Aci e la Grotta del Gelo — qui servono i ramponi, tenetelo a mente — e raggiunto il Monte Pizzillo, circondato dalle tracce delle eruzioni del 1911, 1923, 1974/75 e 2002. Uno scenario unico sui crateri laterali, con una vista che toglie il fiato.
Pausa pranzo al Rifugio Timparossa, un piccolo bivacco in legno immerso nella faggeta, libero e apaerto a tutti a 1.840 metri di quota. In autunno la faggeta si colora di rosso e il posto diventa uno spettacolo ancora più unico . Il nome non è casuale .
Nel pomeriggio abbiamo ripreso le macchine e ci siamo spostati sul versante sud.
La notte al Rifugio Santa Barbara
Dal parcheggio sul versante sud, circa un chilometro a piedi e si arriva al Rifugio Santa Barbara, a 1.750 metri di quota, immerso completamente nel Parco dell'Etna.
Ad aspettarci c'era la cena pronta con tanto di vino locale, come si deve e poi sacchi a pelo, silenzio assoluto e un cielo come non lo vedete in città.
In lontananza, il rossore lavico. Sopra la testa, un numero indecente di stelle.
È uno di quei momenti in cui capisci perché hai scelto di viaggiare così.
Giorno 2 — La Valle del Bove
Il secondo giorno è stato il momento clou.
La Valle del Bove è un'enorme caldera a forma di ferro di cavallo, uno dei paesaggi più spettacolari e meno fotografati dell'Etna. Scendere al suo interno è una delle cose più uniche e divertenti che abbiamo mai fatto: ci si lascia andare lungo un pendio sabbioso che conduce fino al fondo valle, con lo sfondo del mare in lontananza.
Danilo è arrivato in fondo prima di me. Ma questa è un'altra storia.
Cosa mettere nello zaino
Sull'Etna fa freddo anche in piena estate.
Le temperature sono invernali e il clima non assomiglia per niente a quello che trovate sulla costa siciliana, non fatevi trovare impreparati.
TIP : Prima di partire, controlla sempre le previsioni meteo specifiche per l'Etna. Il vulcano può passare da cielo sereno a condizioni difficili nel giro di 20-30 minuti. Cerca "meteo Piano Provenzana" per il versante nord e "meteo Rifugio Sapienza" per il versante sud.
Abbigliamento: giacca a vento con pile, pantaloni da trekking, strati che si possano aggiungere o togliere. Anche in Agosto
Le scarpe — importantissime. Il terreno è vulcanico e la roccia lavica è tagliente. Servono scarponcini alti, che proteggano la caviglia e impediscano ai sassolini di entrare. Se non li avete, molte guide alpine li mettono a disposizione per il trekking — chiedete quando prenotate.
Il resto dello zaino: sacco a pelo (nei bivacchi non troverete un letto), occhiali da sole, crema solare, macchina fotografica.
E acqua ...ABBONDANTE !!!
Preparatevi a fotografare un paesaggio che non avete mai visto. Ve lo assicuro.









