Val d'Orcia in primavera: guida fotografica tra colline e cipressi
Indice
Val d'Orcia — innamorarsi della Toscana
Conoscevo già la Toscana — Firenze, Pisa, Siena. Ma nessuno di questi posti mi aveva mai preso davvero. La Val d'Orcia è stata un'altra cosa. Sono bastati due giorni per capire che ci sarei dovuto tornare.
Da allora ci scappo ogni tanto con qualche amico fotografo o anche da solo, per godermi quegli scorci di colline decorate da filari di cipressi che sembrano indicare il cielo. È uno di quei posti che non smette mai di darti qualcosa di nuovo, anche quando pensi di averlo già visto tutto.
Quando andare
Il momento migliore per visitare la Val d'Orcia è la fioritura — quel periodo tra aprile e maggio in cui le colline si tingono di colori che sembrano dipinti. Vecchi casali circondati da cipressi, campi di grano verde, papaveri rossi che punteggiano il paesaggio. È la Val d'Orcia nella sua forma più iconica.
C'è però un dettaglio che fa la differenza, e che ho scoperto alzandomi presto: la foschia mattutina. Nelle prime ore del giorno le valli si riempiono di una nebbia leggera che avvolge tutto, trasformando un paesaggio già bellissimo in qualcosa di quasi mistico. È uno di quei momenti che non si pianificano, si trovano, e quando arrivano bisogna essere già lì con la macchina fotografica in mano.
Come arrivare e dove dormire
Per muoversi in Val d'Orcia la macchina è indispensabile — non c'è altro modo per raggiungere gli spot fotografici sparsi tra le colline. La buona notizia è che le distanze sono contenute: i luoghi più iconici sono tutti abbastanza vicini tra loro, e con una buona pianificazione si riesce a coprire alba e tramonto in posti diversi nella stessa giornata.
Prima di partire vale la pena ragionare su cosa si vuole fotografare e quando. L'alba per la foschia nelle valli, il tramonto per la luce calda sui casali, e se il cielo lo permette, la notte per la Via Lattea — con i cipressi come primo piano è uno degli scatti più emozionanti che questo posto possa regalare.
Per dormire la scelta è ampia, ma il consiglio è di non allontanarsi troppo dagli spot che volete fotografare — guidare lunghi tratti all'alba non è il modo migliore per iniziare una sessione fotografica. Uno dei posti che mi sento di consigliare è il Palazzuolo Hotel a San Quirico d'Orcia: tranquillo, immerso nel verde, con tutto quello che serve per rilassarsi e ricaricare le energie tra una sessione e l'altra.
Un itinerario fotografico
Se non volete improvvisare, ecco come organizzo le mie giornate in Val d'Orcia.
Nel pomeriggio — appena arrivati, prima tappa ai Cipressi di San Quirico d'Orcia. La troverete indicata così su Maps. È una delle icone della Val d'Orcia, e nelle vicinanze troverete un secondo gruppo di cipressi che dà il meglio visto dall'alto — chi ha un drone non può perdersi questo punto di vista.
Al tramonto — spostatevi sulla collina di fronte all'Agriturismo Baccoleno. Da qui si apre uno degli scorci più fotografati della Toscana: il casale con la sua via alberata immersa nella valle, il sole che tramonta alle spalle. È uno di quei posti dove ho incontrato ogni tipo di turismo artistico — fotografi, pittori, poeti, scrittori. Non è un caso.
Di notte — tornate ai Cipressi di San Quirico d'Orcia per una sessione notturna. I cipressi come primo piano sotto la Via Lattea sono uno degli scatti più emozionanti che questo posto possa regalare. In alternativa, a pochi chilometri di distanza, c'è la Cappella della Madonna di Vitaleta — una piccola chiesetta isolata nel paesaggio che di notte assume un fascino completamente diverso.
All'alba — dirigetevi al Podere Alteta, uno dei luoghi in cui è stato girato il Gladiatore. Un vecchio casale, i cipressi, la luce radente delle prime ore del mattino. È uno di quegli spot che parlano da soli — non serve aggiungere molto. Portatevi a casa quegli scatti e poi vantateveli pure.
Cosa mettere nello zaino
La Val d'Orcia sembra un posto tranquillo — e in parte lo è. Ma se volete coprire alba, tramonto e notte nello stesso viaggio, lo zaino si riempie in fretta.
Il grandangolo è l'obiettivo che non toglierò mai dalla borsa in questo posto — i paesaggi aperti e i filari di cipressi chiedono spazio. Il drone aggiunge una dimensione che a terra non esiste: le colline viste dall'alto perdono i confini e diventano qualcosa di astratto e bellissimo. E se il cielo è pulito, l'astroinseguitore vale ogni grammo di peso extra nello zaino.
Se volete capire come ho costruito il kit che porto con me in ogni viaggio — cosa tengo, cosa ho imparato a lasciare a casa e perché — l'ho raccontato tutto qui.









